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Nel 2003, in occasione di una mostra curata da Harald Szeemann (legata anche alla 50ª Biennale di Venezia), l'artista ha preparato e offerto il suo pane arabo cotto nell’attanour, il tradizionale forno a cupola.
Il gesto trasformava il pane in un’opera partecipativa: un gesto di ospitalità e di memoria culturale universale, che invitava il pubblico a condividere un alimento semplice e simbolico.

Nel 2003, in occasione di una mostra curata da Harald Szeemann (legata anche alla 50ª Biennale di Venezia), l'artista ha preparato e offerto il suo pane arabo cotto nell’attanour, il tradizionale forno a cupola.
Il gesto trasformava il pane in un’opera partecipativa: un gesto di ospitalità e di memoria culturale universale, che invitava il pubblico a condividere un alimento semplice e simbolico.
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