A prima vista questa immagine potrebbe ricordare una pittura impressionista. In realtà non lo è. È un frammento di un tempo infinito: un istante dei bombardamenti statunitensi su Baghdad, quando la città veniva devastata nel tentativo di imporre con la forza un nuovo ordine politico.
Ciò che appare come una composizione di luci e colori è, in realtà, il bagliore della distruzione. Dietro questa apparente bellezza si nascondono morte, paura e sofferenza.
Per molti, quell'intervento militare rappresentò un atto di immensa disumanità, giustificato da motivazioni che si sono rivelate infondate e accompagnato da una retorica che ha alimentato accuse di falsità e ipocrisia nei confronti della cosiddetta democrazia occidentale. Il prezzo più alto lo hanno pagato i civili.
Questa immagine non celebra la guerra. Ne testimonia il fallimento: il fallimento della politica, della diplomazia e dell'umanità.
A prima vista questa immagine potrebbe ricordare una pittura impressionista. In realtà non lo è. È un frammento di un tempo infinito: un istante dei bombardamenti statunitensi su Baghdad, quando la città veniva devastata nel tentativo di imporre con la forza un nuovo ordine politico.
Ciò che appare come una composizione di luci e colori è, in realtà, il bagliore della distruzione. Dietro questa apparente bellezza si nascondono morte, paura e sofferenza.
Per molti, quell'intervento militare rappresentò un atto di immensa disumanità, giustificato da motivazioni che si sono rivelate infondate e accompagnato da una retorica che ha alimentato accuse di falsità e ipocrisia nei confronti della cosiddetta democrazia occidentale. Il prezzo più alto lo hanno pagato i civili.
Questa immagine non celebra la guerra. Ne testimonia il fallimento: il fallimento della politica, della diplomazia e dell'umanità.
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